mercoledì 3 giugno 2015

Non votare è un dovere altrettanto civico?

Mi è venuta una riflessione in questi giorni durante la pubblicità martellante che invitava i cittadini ad andare a votare per le regionali, dove si diceva "votare oltre che essere un diritto è un dovere". Francamente penso che se votare sia un dovere lo dovrebbe essere anche il non votare. Se nessuno dei partiti politici ti rappresenta o sei sempre nella posizione di scegliere "il meno peggio" non votare credo sia un dovere altrettanto importante. Continuare ad eleggere persone disoneste e incompetenti e poi lamentarsene non credo sia una cosa molto intelligente da fare. D'altra parte quale altro modo esiste per manifestare il proprio dissenso? Non mi risulta nessuno. Qualcuno direbbe di andare a votare e pasticciare la scheda o lasciarla in bianco in questo modo hai esercitato il tuo diritto di voto, ma alla fine mi sembra che il risultato non cambi, il tuo voto non è andato a nessuno tanto quanto quello che se ne è stato a casa. A qualcuno (in verità a più di qualcuno, l'ho sentito ripetere da molti) poi piace ribaltare la frittata dicendo che "se non voti non hai il diritto di lamentarti".

(Foto presa a caso dalla rete)



Francamente la penso come George Carlin. Se hai votato gente che si è rivelata disonesta e incompetente è colpa tua e sei tu a non avere il diritto di lamentarti non io che non li ho votati. O perlomeno lamentati pure, ma non venirmi a dire che io non ne ho diritto perché non sta in piedi. Capisco che la logica e il buon senso non siano di tutti, ma francamente è abbastanza ridicolo sostenere qualcosa del genere, ed è anche un po' irritante essere incolpati per qualcosa di cui non si ha colpa. Tra l'altro, se raggiungi gli obbiettivi e mantieni quello che hai promesso allora puoi andare avanti a fare il politico, altrimenti vai a casa a partire da domani mattina, non che fai il politico di professione a vita nonostante tu abbia tradito e deluso i tuoi elettori. 

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